Street4Santa – La Cabina Elettrica “Strada in Strada” – di Maupal

Con questa realizzazione si è voluto rappresentare un’idea quella degli artisti di strada, motore, anima e cuore di uno spettacolo viaggiante e al tempo stesso temporale, che vuole incantare, divertire e stupire con le sue inesauribili iniziative, volte all’inaspettata abilità di genti appassionate al mondo dell’esibizione itinerante. È questa una figurazione colorata, che ruota attorno ad un manufatto prefabbricato di distribuzione dell’energia elettrica, che attraverso un intervento di pittura permette di assumere un nuovo aspetto ed un nuovo inserimento ambientale più qualificante ad un parallelepipedo anonimo in cemento. Qui è stato trattato il tema degli artisti di strada attraverso un’operazione di elaborazione iconografica delle immagini del David di Michelangelo, che diventa rappresentazione della musica, del circo, di giocolieri e clown per divenire infine un omaggio all’arte italiana. La realizzazione definita da un percorso di collaborazione fra e-distribuzione, Proloco di Santa Sofia, e Amministrazione Comunale è stata realizzata da Mauro Pallotta, in arte Maupal con il suo collaboratore Nicola Monti in arte Emigal che lo accompagna spesso in interventi artistici.  Maupal, nato nel 1972 a Roma, dimostra ben presto innate potenzialità comunicative soprattutto nella Street Art, la quale gli permetterà di ritagliarsi uno spazio tra gli artisti italiani di arte urbana più apprezzati e conosciuti nel mondo, grazie, in particolare, a opere quali “Superpope” e “Street Pope. Ed ultimamente quella del primo ministro Conti agli anelli. Perché il David?  Perché nei fatti Santa Sofia nasce e resta “fiorentina” fino a quando Benito Mussolini da Predappio non venne in mente di “creare un falso storico” trasportare il fiume dell’impero e dell’  ”Urbe”  nella natia Romagna. Santa Sofia, ebbe l’unica colpa di trovarsi in mezzo: Per portare il Tevere in Romagna non bastava portare i comuni di Verghereto e Bagno( che allora non era di Romagna) era necessario spostare anche Santa Sofia, da sempre terra di confine, tra Staro pontificio e le terre del Granducato di Toscana, ma come Toscana, non certo Romagne, anzi da noi si venivano a rifugiare i perseguitati politici del papato, la Toscana sotto la guida dei Granduchi di Lorena, era all’epoca una delle terre più democratiche d’Italia, forse la più democratica.

Nella facciata che si scorge, arrivando da Forlì od in ogni caso da nord, è rappresentato un David “cantante” il microfono in mano ne è chiara indicazione, ma anche clown perché il vistosissimo cappello  che ha in capo lo qualifica anche in tal senso… un David multidisciplinare quindi. Superata la prima facciata e ammirando il bellissimo volto in primo piano ci accorgiamo poi, scendendo con lo sguardo, che è anche giocoliere, perché ha una pallina in mano anche se seminascosta. Se per caso vi fossero dubbi guardando la facciata successiva, quella sud, la sua mano appoggiata naturalmente sulla coscia porta tre clavette, simbolo della giocoleria. Sul retro, nllla parete cioè  che guarda a est, la sua poderosa  gamba tiene fermo con il piede un cappello pieno di monete a marchio R.I.A.S., il nome del comitato fondatore del festival, e della manifestazione sino al 2000.

Si noti, che nulla è stato forzato o stravolto della plasticità originale del David, è stato “ accessoriato si, ma le posizioni mano volto  gamba piede sono quelle del David originale, l’alluce ad esempio del piede sulla facciata  posteriore, non è mal disegnato e, è volutamente rotto perché così è ora l’alluce del David originale, oggi. Le note che invece che scorrono sul pentagramma della facciata nord, non sono note a caso, sono quelle della canzone l’Olandesina (1928) che tanto successo ebbe  in Italia

Che per tutti i Santa Sofiesi sono quelle di “Santa Sofia paese degli amori” una canzone che ben rappresenta il cuore e le idee storiche di questo nostro meraviglioso paese. Che Bruno Versari “Il Poeta”cantava parafrasando quelli delle nota canzone, e che molti ritenevano erroneamente essere addirittura stata scritta ex novo da lui testi e musica. I meriti del caro Bruno sono innegabili, per averla resa celebre, ma testimonianze attendibili non attribuiscono a lui neppure il testo rivisitato. Bruno ragazzino 17 enne le sentì per la prima volta, in osteria da un certo “Scartoz” messo giù insieme ad altri amici ma da lui sistemato, Bruno sente la canzone la fa sua aveva si dice una memora di ferro e la veicola ovunque. Senza Bruno Versari detto il Poeta, di questa canzone nata in osteria a liberazione avvenuta e che infine narra di una storia d’amore giovanile ai tempi della guerra, finita malissimo, come spesso accadeva in quei terribili momenti, si sarebbe persa ogni traccia, ora invece è il simbolo dell’anima più bella e profonda di Santa Sofia e le sue note, ora caratteri cubitali sono stampate sulla facciata nord

Di questa bella opera di cui ci è stato fatto gentile omaggio da parte di Maupal, grazie all’Enel ed alla Pro Loco di Santa Sofia e dalle persone che fin da principio hanno spinto, per la realizzazione dell’opera e perché venisse realizzata in questo modo, piena di riferimenti, ricordi e veramente bella. Crediamo che ogni Santa Sofiese debba essere fiero di questo. Quando un grande artista regala qualcosa al paese è perché l’artista si è innamorato del paese e del suo modo di essere, o anche solo del ricordo di cosa questo paese fosse, che però tentiamo con tutte le nostre forse di non perdere. Il primo Santa Sofiese

Che riuscì a farsi regalare opere da artisti famosi, pittori per l’esattezza fu Vero Stoppioni che su questa geniale intuizione creò un premio assurto poi per decenni agli onori delle cronache nazionali e non solo per importanza e valore. Quindi c’è anche un po’ di Premio Campigna, in tutto questo. un rinverdire un’ altra eccellenza dei tempi andati e che continua tutt’oggi anche se in altri modi e maniere. Che belle le cose che durano … La Dedica “Strada in Strada” sulla parete posteriore ripropone il concetto espressi in principio, dedicata agli artisti al festival. Manca un di, è vero ma licenza artistica si tratta, ma se ragionate un attimo “Strada in Strada” è perfetto, anzitutto composto da “tre” parole e sulla perfezione del tre  che dire, acronimo S.I.S. e pure palindromo, ovvero da qualsiasi parte lo si legga sempre S.I.S è. Quante storie meravigliose volute e non, nascono dal  restauro di un brutto manufatto in cemento. Trasformato in opera d’arte a firma prestigiosa, un monumento contemporaneo. La dedica di un grande “street art” ad altri artisti che come lui sulla strada lavorano ma non solo in strada. Il concetto è oggi ribaltato, in strada non si fanno piccole cose, od arte di serie B. La strada gli spazi urbani, sono il simbolo della quotidianità in cui fare cose eccezionali. Le note che non sono li a ma se suonate faranno udire quel  motivo e chissà che il 13 agosto